﻿{"id":576,"date":"2018-05-16T11:02:15","date_gmt":"2018-05-16T10:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/?p=576"},"modified":"2018-05-17T11:05:16","modified_gmt":"2018-05-17T10:05:16","slug":"risk-based-thinking-da-dove-si-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/2018\/05\/16\/risk-based-thinking-da-dove-si-parte\/","title":{"rendered":"Risk based thinking \u2013 da dove si parte?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-577 alignleft\" src=\"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire.jpg 1920w, https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2018-05-16-Risk-Based-Thinking-da-dove-partire-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/>Come ormai \u00e8 noto ai frequentatori del settore, l\u2019edizione 2015 della norma ISO 9001 ha introdotto alcune significative novit\u00e0, tra le quali il <em>Risk Based Thinking<\/em>, che alcuni traducono in italiano con \u201catteggiamento mentale orientato al rischio\u201d. Ma in pratica cosa devono fare le organizzazioni per adeguarsi a questo requisito, e soprattutto come?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Chiariamo subito che nella novit\u00e0 c\u2019\u00e8 una seconda novit\u00e0: il concetto di rischio che, in accordo con la definizione di \u201ceffetto dell\u2019incertezza sugli obiettivi\u201d, perde la connotazione prettamente negativa del linguaggio comune per distinguere effetti negativi (<em>minacce)<\/em> ed effetti positivi (<em>opportunit\u00e0<\/em>).<\/p>\n<p>Il rischio richiama la necessit\u00e0 di gestirlo. Il <em>Risk Management <\/em>classico (per esempio come illustrato dalla norma ISO31000) \u00e8 suddiviso in diverse fasi: identificare, valutare, trattare, comunicare, monitorare. Fermiamoci alla prima, <em>identificare<\/em>, e vediamo quali rischi dobbiamo individuare e come.<\/p>\n<p>Esistono in letteratura diverse tassonomie dei rischi, spesso legate agli ambienti finanziari o assicurativi, o alla disciplina della gestione del rischio aziendale (<em>Enterprise Risk Management<\/em> \u2013 ERM). Qui cerchiamo per\u00f2 una classificazione pi\u00f9 semplice. Anche se la norma non ne fa esplicita menzione, \u00e8 in uso suddividere i rischi su tre livelli: strategico, gestionale e operativo.<\/p>\n<p>I <strong>rischi strategici<\/strong> sono quelli legati al contesto in cui l\u2019organizzazione opera e che hanno influenza \u2013 positiva se ben gestiti, negativa se subiti &#8211; sulla capacit\u00e0 di raggiungere gli obiettivi strategici di business. \u00a0La gestione dei rischi strategici comprende la definizione del campo di applicazione del SGQ, che deve essere adeguato a supportare lo sviluppo dell\u2019organizzazione all\u2019interno del suo contesto di riferimento.<\/p>\n<p>I <strong>rischi gestionali<\/strong> riguardano l\u2019impianto del sistema di gestione, l\u2019organizzazione interna in processi e la definizione e il controllo del loro funzionamento, sempre nell\u2019ottica di preservare gli obiettivi aziendali. In particolare, con questa gestione si identificano gli elementi da tenere sotto controllo tra i processi del sistema di gestione.<\/p>\n<p>I <strong>rischi operativi<\/strong> infine sono tipici dell\u2019esecuzione dei processi, sia primari che di supporto. La loro gestione riguarda come gli elementi individuati come fonte di incertezza sono da tenere sotto controllo.<\/p>\n<p>La logica richiede che si parta dal livello gerarchicamente pi\u00f9 alto di questa semplice classificazione. L\u2019identificazione dei rischi strategici \u00e8 compito dell\u2019alta direzione, per esempio in una seduta di riesame della direzione. Lo strumento pi\u00f9 semplice per questa identificazione \u00e8 l\u2019analisi SWOT, che pu\u00f2 dare anche utili indicazioni \u2013 quando rivolta agli aspetti interni all\u2019organizzazione \u2013 sui rischi gestionali. Un modo di arricchire la valutazione del rischio gestionale, come indicato dalla norma al par. 10.2.1.f, consiste nell\u2019associare a ogni non-conformit\u00e0 l\u2019analisi dei possibili riverberi su sistema di gestione. I pi\u00f9 inclini all\u2019approccio metodologico possono poi utilizzare la nuova ISO9004:2018 come guida all\u2019analisi completa dei rischi gestionali. Per il terzo livello, i rischi operativi, alla luce delle analisi precedenti occorre rivedere i processi che hanno impatto pi\u00f9 significativo sul raggiungimento degli obiettivi, utilizzando strumenti del Risk Management, per esempio la FMEA.<\/p>\n<p>Nei prossimi articoli svilupperemo in dettaglio l\u2019uso di semplici strumenti da applicare a questa fase di identificazione dei tre tipi di rischio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ormai \u00e8 noto ai frequentatori del settore, l\u2019edizione 2015 della norma ISO 9001 ha introdotto alcune significative novit\u00e0, tra le quali il Risk Based Thinking, che alcuni traducono in italiano con \u201catteggiamento mentale orientato al rischio\u201d. Ma in pratica cosa devono fare le organizzazioni per adeguarsi a questo requisito,\u2026<\/p>\n<p> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/2018\/05\/16\/risk-based-thinking-da-dove-si-parte\/\"><span>Continua a leggere<\/span><i class=\"crycon-right-dir\"><\/i><\/a> <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":577,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,1,13],"tags":[],"class_list":["post-576","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-erm","category-news","category-qualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=576"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/576\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":578,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/576\/revisions\/578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.valorequalita.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}